Il mistero della morte

 

Dal suo primo sviluppo, proponendosi come luogo (sito)  dei settefratesi benche’ mai con caratteri di ufficialita’, questo sito ha annunciato la morte di un paesano ogni qualvolta un collaboratore o un follower ne abbia dato segnalazione. Sappiamo per certo che ricevere dette notizie di morte, ancorche’ intrinsecamente dolorose, e` molto apprezzato, in fondo si tratta pur sempre di notizie di eventi che interessano la vita della comunita’. Ma leggere della morte di una persona conosciuta muove al ricordo, alla compassione, alla riflessione. La morte e’ un grande mistero di dolore, fa sgorgare  lagrime,  come ci insegna il Maestro che piange per la morte dell’amico Lazzaro: piangere e’ lecito perche’ lo ha fatto Gesu’ Cristo, e, proprio perche’ lo ha fatto Gesu’,  piangere e` non solo lecito ma, in un certo qual modo,  anche doveroso. Le morti di membri di una comunita’ si distribuiscono randomicamente nel tempo, ma a volte si concentrano in modo sorprendente; e’ successo in agosto qualche anno fa (2009), ed anche nell’ultima settimana abbiamo avuto ben tre morti. Chiaramente puo’ succedere e di fatto succede e succedera’ ancora. Il cimitero di Settefrati e’ un cimitero che si e’ espanso,   e presumibilmente si espandera', e questo da quando si e’   ridotto drasticamente il numero delle inumazioni in terra, e si e’ generalizzato l’uso dei loculi in cemento armato con lapidi marmoree,  ed il piu’ delle volte con foto del morto;  il cimitero e’ divenuto “popolatissimo”. Tipicamente di domenica, al pomeriggio, una visita in santa pace, certamente prima alle tombe dei propri cari, ma guardando tutte le tombe  che si incontrano, recitando brevi preghiere, scambiando sorrisi con le foto dei morti sorridenti …  Forse per un mistero che rinvia alla Morte e Resurrezione del Signore il dolore, che e’ fortissimo nelle prime ore dalla morte e nelle  esequie, cede gradatamente il passo alla rassegnazione, alla serenita’, alla quiete interiore, per cui potremmo dire che il cimitero e’ un luogo di pace grande. La morte e’ un passaggio di stato, di breve durata, ma l’approdo finale di noi tutti e quello della Vita Vera del  Risorto che della sua Resurrezione ci ha reso partecipi. Ef 2,6 :” Con Lui ci ha anche risuscitati e ci ha fatti sedere nei cieli, in Cristo Gesù” . In quanto appartenenti al Corpo Mistico di Cristo che e` la Sua Chiesa siamo gia’ misticamente risuscitati secondo quanto scrive l’Apostolo agli Efesini: ecco perche’ c’e’ pace nel mio cimitero, ecco perche’ la pace del mio cimitero si propaga nella mia anima, lentamente, dolcemente. Un’ultimo pensierino e poi mi fermo. All’eta’ di 65 anni, che non sono tantissimi, ma non sono neanche pochi, nel mio caso con il loro corredo di diabete e mal di cuore, il  piu’ delle persone con le quali abbiamo convissuto,  e` proprio al cimitero. Una volta si parlava di studi , flirts, progetti di ogni genere, oggi aumenta la frequenza delle visite mediche, delle pillole prese ogni giorno (io sono a quota 12);  i residenti al cimitero che abbiamo conosciuto in vita sono diventati piu’ numerosi dei membri della comunita' ancora in vita  .. e nel frattempo si ha la sensazione che il mondo si stia restringendo, che non si andra’ mai piu’ in certi luoghi che ci sono cari (addio Casalorda, addio Mandria delle Vacche, addio Colle Nero…). Un poeta ha detto che la morte non e’ evento istantaneo ma si comincia gradatamente a morire anni prima che il cuore cessi di battere, credo che sia vero, una certa parte di ciascuno noi e’ gia morta… La pace che spira nel cimitero reca un messaggio di speranza: dopo le lagrime delle esequie il nostro cuore trova in quel luogo santo un anticipo di quel riposo e di quella pace donate da Gesu’ Cristo ai suoi discepoli, membra del Suo Corpo Glorioso e Risorto.

Antonio Vitti - 26 gennaio 2012

Hit Counter